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30° ATM di Cordoba

30° di CORDOBA         

Indovinata celebrazione, dei trent’anni di questa Associazione Trevisana, essendo stata preparata con un meraviglioso “antipasto” of­ferto dalla Serata lirica (tutta in ita­liano), svoltasi sabato sera 26 set­tembre, al Centro Culturale “Ar­guello”.

L’apice è avvenuto nella do­menica seguente: con S. Messa in italiano celebrata dal sottoscritto alle ore 12.30, all’interno del gran­de edificio del Circulo Italiano, e animata dall’intraprendente P. Ita­lo, con la partecipazione di prime e seconde generazioni di veneti-tre­visani, gaudenti di corrispondere al Rito in lingua italiana. Al centro im­mancabile un grande ritratto del Patrono S. Pio X°, cui è dedicata la Chiesa-Parrocchia di Cordoba, di­retta dai Padri Scalabriniani.

Erano circa 350 i partecipanti al seguito del programma, famiglie di 3 generazioni, di cui la maggio­ranza originaria, e oriunda, da Me-duna e Motta di Livenza, con pre­valenti cognomi “Prosdocimo” (di cui l’amico Presidente defunto Gio­vanni Prosdocimo), seguiti da Piva, Rossi, Faraon, Soldan, ecc... Fra i pionieri degli emigranti a Cordoba è famoso il nome di Benito Roggio che, con la sua grande industria, ha quivi calamitato la maggioranza dei compaesani (in particolare dal­la frazione di Brische). Ma c’era an­che una rappresentanza di origina­ri di S. Croce di Nervesa (es. Fra­telli Ferraro) e poi di Castelfranco Veneto (in particolare Giuseppe Ven­turi e Mario Campagnolo), ecc...

Animatori della celebrazione so­no stati il Presidente onorario Car­lo Rossi e il successore Secondo Prosdocimo, il Sig. Testa, median­te l’esecuzione di canti lirici e po­polari italiani, alternati con la pre­sentazione degli ospiti, i loro ri­spettivi interventi e la reciproca consegna di targhe. Gli interventi hanno messo in evidenza i meriti di chi sta alla guida dell’Associa­zione, del Comitato Direttivo e di quanti vi aderiscono. Soprattutto le tre generazioni, dal più anziano Mirco Burigana (che ha ricevuto il berettino omaggio autografato dal Prosindaco di Treviso, Gentilini), ai bambini che danzavano al ritmo musicale tradizionale, in un clima familiare di dialogo e di scambio reciproco fra i partecipanti. I nipo­ti (3ª generazione) di Angelo Fa­raon, proponevano i biglietti-Lot­teria con la relativa offerta. A qua­lificare l’Evento sono stati anche i rappresentanti degli organismi e associazioni italiane e venete di Cordoba: il noto fotografo Cav. Mar­co Gonella, il Presidente del Comi­tes Dr. Mario Alejandro Borghese, Renzo Facchin Presidente dei Ve­neti e Vice del Circulo Italiano, la Presidente dei Vicentini Canale Lu­cia Marta insieme con Mirella Bol­zon, il Presidente dei Veronesi Gio­vanni Bastelli, e poi i Rappresen­tanti dei Giuliani, Piemontesi, Mar­chigiani, Bergamaschi, Laziali, del­la Basilicata, della Puglia, della To­scana, ecc.

È stata una vera concelebra­zione fra connazionali italo-argen­tini, intenti a conservare l’identità culturale di origine con i relativi va­lori umani e cristiani. Speriamo che ritrovino l’orgoglio di parlarsi fra loro in italiano, soprattutto in fami­glia. Saggia infine la scelta di riser­vare alla terza parte del pomerig­gio il ballo, i canti popolari corali e spontanei, animati dal fisarmonici­sta Giovanni Agnolon, con la pia­nola suonata dal figlio Gustavo.

A ricordo del 30° è stato distri­buito a tutti un opuscolo, prevalen­temente scritto in italiano. Vi si riportano le finalità dell’Associazio­ne “Trevisani nel Mondo”, le origini della costituzione di questa Sezio­ne (1979 - visita d. Canuto Toso, Primo Presidente Arturo Zambon, e benedizione del Vescovo Mistro­rigo in visita 1980). Interessanti alcuni episodi storici: su Giovanni Prosdocimo e le aziende “Benito Roggio S.p.A”, “Quando i migranti eravamo noi”, “Toni e Maria” la fa­miglia di Carlo Rossi e poi la mera­vigliosa storia della “Capilla-Mu­seo” costruita su monti dal famoso architetto, vero genio trevisan, Gui­do Buffo (visitata insieme con Se­condo Prosdocimo e Mario Campa­gnolo). E poi, non meno interes­santi, le raccomandazioni dei geni­tori (prime generazioni) rivolte ai figli, tutte in dialetto veneto, per esempio “Mi a to età saltavo i fossi par longo”.

Bravi veneto-trevisani di Cor­doba, avanti così, con la benedizio­ne del vostro Assistente P. Italo e del Parroco P. Antonio Bagnara, italo-brasiliano discendente di emi­grati trevisani.

Canuto Toso 


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