Storia di emigrazione Valdobbiadenese
La storia e i motivi dell’emigrazione dei cittadini Valdobbiadenesi, riflettono la crisi economica verificatasi negli anni del secolo ottocento e novecento, in particolar modo tra le due guerre mondiali, nel periodo post bellico, quando molte persone nella speranza di migliorare le proprie condizioni di vita economica-sociale cercarono fortuna in Paesi lontani.
Questa emigrazione è andata scemando verso gli anni settanta, in cui la nostra economia ha iniziato un progressivo miglioramento e proprio in quel periodo, molti emigrati sono rientrati in terra natia, mentre altri hanno scelto di rimanere nella terra di emigrazione, continuando a farsi notare per la loro laboriosità e anche per continuare a magnificare il buon nome della nostra Valdobbiadene.
L’intenzione di queste poche righe, è, da un lato, quella di far conoscere a tutti i sacrifici che queste nostri cittadini hanno incontrato nel loro cammino e, dall’altro, quello di poter trasmettere ai nostri cittadini e ai loro discendenti, residenti nei paesi di emigrazione, per dare l’opportunità di avere un ricordo della terra lontana, dove i loro cari hanno lasciato vive impronte.
Desiderio e nostalgia del nostro paese
Giorni di terrore e di pianto,
lasciata la vita dei campi
vado pellegrinando per terre
straniere. Colui che legge
lo prego di pregare per me Iddio
e per l’Italia meschina.
Spero però ritornare presto alla
mia cara Valdobbiadene rovinata.
(Dal Diario 1900 – 1941 di Giuseppe Prezzolini).
Giuseppe Prezzolini
Crediamo opportuno dare qualche notizia relativa all’autore dei versi riportati, senza dubbio scritti ricordando le vicende vissute durante la Prima Guerra Mondiale, quando l’autore si trovò nelle nostre zone, tra il Monte Grappa ed il Piave, portandosi poi nel cuore l’immagine, le sensazioni provate e lasciandone un ricordo nei suoi scritti. – Chi è costui? Giuseppe Prezzolini, nato “per caso” a Perugia nel 1882, un personaggio che visse intensamente le vicende del suo tempo, lasciandone vive tracce nei suoi numerosi scritti.
Fondatore di varie riviste letterarie italiane, volontario e diretto testimone della prima guerra mondiale, istruttore di reclute, dopo Caporetto chiede di tornare al fronte, continuando la sua attività di osservatore e scrittore, attività che continuerà a New York dove rappresenta l’Italia nella Società delle Nazioni, diventa “cittadino americano”, viene nominato “Professor. Emeritus della “Columbia University” alla cui fondazione ha contribuito. Nel 1958 ritorna in Italia che però non riconosce ed emigra a Lugano dove muore nel 1992 , all’età di cento anni compiuti.