PIANEZZE,
Un debutto ben riuscito
"PIANEZZE I". È questa l'emblematica definizione di un incontro di nuovo conio indetto da forze congiunte della Trevisani nel Mondo.
La manifestazione è stata spinta e nata in simbiosi con la sezione di Valdobbiadene presieduta da Luciano Murer, con la collaborazione della sede Atm centrale e su proposta del gruppo di sezioni del Mandamento di Montebelluna riunite da Florio Durante.
Le amene alture del Pianezze hanno accolto i convenuti per una nuova occasione promozionale di aggregazione e amicizia con l'atmosfera di un tripudio di sole. E stata anche una tappa fondamentale di riflessione. Perché alla Messa celebrata da don Canuto Toso con sentita omelia intonata alla circostanza, si è aggiunto anche il mini-convegno che si è tenuto in quel suggestivo contenitore di sacralità e di gesti altamente umanitari che è il Tempio del Donatore, diventato anche casa di trevigianità. Si è trattato di un felice ritrovarsi, con tanti vessilli al vento, incrociando tra amici e autorità (cinque i sindaci, capitanati da Davi di Valdobbiadene) a noi solidali in un comune linguaggio di solidarietà e appartenenza. Significativamente presente, per quanto strettamente possibile, anche l'assessore provinciale Paolo Speranzon. Riccardo Musini, nell'introduzione, si è complimentato con Murer che "ha avuto un bel coraggio a misurarsi con questa inedita impresa" e ha messo subito in chiaro che "questa iniziativa non vuole e non può essere l'alter ego né tantomeno antagonista all'unicità del Consiglio, ma uno spunto in più per riflettere insieme, una ulteriore occasione di crescita...". Ha quindi parlato di Trevisani nel Mondo come essenza stampata dentro di noi, di mandato ideale per fare memoria di una lezione di storia universale.
A far riflettere ulteriormente sul chi siamo e cosa vogliamo, sulle vicende che circondano il nostro esistenziale, locale e nel mondo, ci hanno poi pensato Luciano Murer che ha fatto il sunto di una sua indovinata fatica editoriale ripercorrendo vicende e aspetti della dinamica migratorio intesa in tutte le sue molteplici sfaccettature, accostando avvenimenti che ci appartennero ad altri che oggi si ripetono. Ha completato con la dovizia del docente il prof. Manlio Cortelazzo che ha fatto rifulgere il senso anche arguto delle sue dotte disquisizioni sulla specificità di essere italiani e Veneti (con tanto di bagaglio dialettale) nel mondo. Non poteva meglio concludere don Canuto Toso, che con il vicepresidente Tiziano Daltin, rappresentava la fondazione storica di una entità che è diventata patrimonio di tutti, scuola di vita e di accoglienza.
R.M.