
Voto degli Italiani all’Estero: caso Di Girolamo
COSA NE PENSANO I NOSTRI EMIGRANTI
Il caso Di Girolamo ha rimesso in discussione il voto degli italiani all’estero: un diritto conseguito grazie a battaglie decennali condotte da Mirko Tremaglia (tant’è che la legge porta il suo nome) e dalle associazioni di categoria, una battaglia vinta grazie anche ai “moti “partiti già negli anni settanta dalla vicina Svizzera da sempre patria di fermenti sociali prioritari.
Ed è proprio da qui che itendiamo avere un polso della situazione, sentendo un parere qualificato da Luciano Alban, originario di Biadene, da 42 anni in qualità in una multinazionale a Zurigo, presidente del Caves Confederazione Associazioni Venete in Svizzera) Svizzera (ma “attaccato all’Italia da morire”). Controllore - Vicepresidente nazionale delle Acli elvetiche e della Trevisani nel mondo del posto.
I cittadini di origine italiana nei vari continenti sono 60 milioni e 30 i parlamentari eletti in vari paesi delle circoscrizioni estere, di cui 12 senatori e 18 deputati. Un patrimonio incommensurabile, ma anche esposto a rischi truffaldini ? “ I rischi sono soprattutto quelli della non corretta informazione, perché pochi in Italia sanno o si sono resi conto che il broglio è stato studiato a tavolino e proprio in Italia, scientificamente, con la complicità del Comune di Roma che aveva iscritto il Di Girolamo all’Aire (anagrafe italiana residenti all’estero) del tutto impropriamente e dell’ambasciata italiana in Belgio.
Il Capo dello Stato, infatti, si è rifiutato, nella sua recente visita, di visitare l’ambasciata italiana e ha anche richiamato l’ambasciatore a Roma. In quanti si sono accorti o hanno capito questo? “– Che significato assume per gli italiani all’estero questa brutta vicenda di corruzione? – “ Che sono stati gabbati e traditi dalla madre patria, perché le cose stanno come ho detto, per di più con l’intrusione e l’accordo della ndrangheta.
L’on Narducci, esponente eletto all’estero e in veste di presidente Unaie (Unione nazionale associazioni immigrati emigrati) parla di tradimento ai valori di lealtà e sacrificio incarnati nella realtà del conterraneo emigrato: sei d’accordo? - “Totalmente! Perché fa molto male il fatto in sé e ancor più che venga strumentalizzato come colpa o pecca a tutti i livelli della corruzione, mettendo tutti nel calderone come ambienti coinvolti. Quando il Di Girolamo è stato scoperto non si è proceduto campando la scusa che era compito della magistratura e intanto la cosa si è addormentata.
Benché fosse chiaro, almeno, che non era residente dove doveva e che quindi la cosa era abnorme.. Sconvolgente e vergognoso, inoltre, quell’applauso in - Questo sistema elettorale non potrebbe, comunque, essere anche rivisto? In giro per il mondo, ad esempio in Brasile, da anni funzionano sistemi elettronici più garantisti” “ “ Certo che si ! Ma si tratta prevalentemente di grado di civiltà . Anche in Svizzera all’80% si vota così, ma si è votato fino a poco fa totalmente per corrispondenza e senza che succedesse niente .
” - Qualcosa da aggiungere ?- “ Che all’interno della nostra Italia è successa un’altra cosa grave, al proposito e che non doveva succedere: Parlo di un convegno su temi emigratori tenuto a gennaio a Verona, finanziato da istituzioni pubbliche, con figura centrale proprio il Di Girolamo e rivolto solo a quelli di una determinata appartenenza partitica.
Sono ombre che fanno male. Si mischia il sacro al profano. E queste sono le ferite peggiori per chi vive all’estero, con l’Italia nel cuore..”
Riccardo Masini