ORDINE DEL GIORNO
La Consulta dei Veneti nel Mondo, rappresentativa dell’Associazionismo regionale dei Veneti nel Mondo, delle Federazioni delle comunità venete all’estero, nonché delle Istituzioni in essa presenti della Scuola, degli Enti Locali, dell’Economia della Regione del Veneto, riunita a Marostica nei gg. 20 – 23 novembre 2008
Premesso
- che l’emigrazione italiana costituisce, a partire soprattutto dalla seconda metà del sec. XIX, uno degli avvenimenti fondamentali della storia del nostro Paese, riguardando una parte rilevante della popolazione italiana, con circa 27 milioni di partenze;
- che in ogni luogo del mondo tale emigrazione - che comprende oggi, tra migranti e discendenti, circa 60 milioni di persone - è stata motivo di orgoglio per l’Italia, distinguendosi nei luoghi di espatrio per l’impegno, lo spirito di sacrificio, l’attaccamento al lavoro, i valori tipici del nostro popolo e contribuendo allo sviluppo dei Paesi ospitanti;
- che parimenti, attraverso le rimesse e i contatti con la madre patria, ha contribuito a risollevare la nostra economia compromessa dagli eventi bellici, e successivamente l’ha sostenuta attraverso i consistenti scambi con il nostro Paese;
- che è doveroso che tale fenomeno non venga dimenticato e che anzi venga sempre più fatto conoscere alle giovani generazioni affinché ne vengano mantenuti memoria e valore;
- che del resto verso l’emigrazione sta crescendo nella scuola l’attenzione e l’interesse dei giovani, nonché di parecchi docenti, anche se le relative iniziative didattiche avvengono ancora in maniera circoscritta, occasionale e sporadica; che si ritiene invece che per quanto appena detto l’evento migratorio debba essere portato a conoscenza e formazione di scolari e studenti attraverso un formale riconoscimento dell’emigrazione quale argomento specifico nei programmi di storia della scuola dell’obbligo e superiore;
Esaminato e fatto proprio il documento che l’Associazione Trevisani nel Mondo ha redatto in proposito, che è stato presentato alla Consulta e che viene qui allegato; Preso atto, inoltre, con soddisfazione, dei ripetuti interventi in materia dell’Assessore regionale ai flussi migratori della Regione del Veneto presso la Sovrintendenza Regionale alla scuola e dell’impegno assunto oggi stesso in Consulta dall’Assessore regionale alla Scuola di un suo prossimo intervento al riguardo nei confronti del Ministro della Pubblica Istruzione, Tutto ciò premesso, approva il seguente
ORDINE DEL GIORNO
Per quanto esposto in premessa, parte integrante del presente deliberato, la Consulta dei Veneti nel Mondo
- chiede formalmente al Ministro della Pubblica Istruzione il formale inserimento nei programmi di studio e nei testi di storia della scuola dell’obbligo e superiore di uno specifico capitolo dedicato all’emigrazione italiana nel mondo;
- sollecita i Parlamentari rappresentanti degli Italiani all’estero di sostenere la presente richiesta tramite la presentazione di un apposito disegno di legge;
- chiede infine all’Assessore ai flussi migratori della Regione del Veneto di presentare formalmente tale istanza allo stesso Ministro della Pubblica Istruzione.
Marostica, 22 novembre 2008
IL FENOMENO DELL’EMIGRAZIONE ITALIANA: PROPOSTA DI INSERIMENTO NEI LIBRI DI STORIA
Premesso che la nostra Associazione è da parecchio che si preoccupa di trovare un ricambio generazionale per continuare a valorizzare la storia dell’emigrazione italiana e che tale ricambio è stato individuato nella diffusione dell’avvenimento tramite la scuola; la stessa ATM ha prospettato l’argomento all’assessore regionale ai flussi migratori arch. Oscar De Bona, che si è subito interessato a metterci in contatto con la Dirigente scolastica regionale affinché sensibilizzasse i vari Organismi scolastici ad informare sulla questione gli studenti in modo autonomo o con l’apporto di persone esterne qualificate.
Ma questo intervento si è dimostrato del tutto limitato e per nulla efficace per le ragioni sotto esposte.
Il problema è emerso nel seminario formativo per quadri dirigenti dell’ATM, tenuto a Laggio tre anni fa, nel quale alcuni Presidenti di sezione hanno manifestato il loro risentimento per le difficoltà incontrate nel diffondere l’argomento emigratorio nelle scuole del loro territorio, mentre altri, pur dimostrando una certa soddisfazione per essere stati accolti benevolmente per portare le loro esperienze migratorie, hanno poi riscontrato che le ricerche scolastiche si sono limitate ad una indagine locale, concernente aspetti puramente marginali degli emigranti, quali: quanti, quando e dove sono espatriati, pur evidenziando il tutto con prospetti comparativi ed opportuni grafici.
Però le circostanze storiche in cui si sono verificati questi avvenimenti, nonché le difficoltà dell’inserimento e gli sviluppi relativi ai sistemi di lavoro e di vita, oltre all’affermazione di questi nostri emigranti nei vari paesi raggiunti, non sono stati approfonditi a sufficienza o neanche trattati.
Lo stesso risultato emerse al Convegno organizzato nel mese di ottobre 2007 presso la Sala Congressi di Cà dei Carraresi, dal tema “Popoli in movimento: scuola e migranti”, condotto da un Dirigente scolastico, con la partecipazione di illustri Relatori, che hanno tracciato le linee guida per una corretta e tranquilla aggregazione di etnie diverse, anche basandosi sulle esperienze dei nostri emigrati e con gli interventi di diversi docenti, che hanno portato le loro testimonianze di reciproca civile convivenza. Si è trattato tuttavia di episodi circoscritti a certe realtà locali, ma che non hanno sottolineato la necessità di conoscere profondamente la storia dell’emigrazione italiana in tutti i suoi risvolti sia positivi che negativi, per capire e magari risolvere l’attuale e gravoso problema dell’immigrazione.
In ogni caso la riflessione conclusiva ha evidenziato il ruolo fondamentale della scuola per raggiungere i predetti obiettivi.
La scuola, dunque, diventa il principale veicolo di diffusione del fenomeno migratorio italiano.
Qui subentra la funzione più importante della guida di questo mezzo verso l’insegnamento e la diffusione del predetto fenomeno di storia emigratoria italiana.
Allo scopo l’ATM, già da tre anni a questa parte, avrebbe indicato la strada, seppur difficile e complicata ma non impossibile, soprattutto se si uniscono le forze, le pressioni e l’appoggio di persone influenti.
Tale via porterebbe al riconoscimento da parte del Ministero della Pubblica istruzione dell’epopea emigratoria italiana con la conseguente aggiunta di un apposito capitolo nei testi di storia della scuola dell’obbligo. In realtà l’evento emigratorio è ormai lontano nel tempo, per cui i giovani o non né hanno mai sentito parlare o sono stati informati in modo superficiale. Molto probabilmente è anche questo il motivo per il quale, malgrado tutti i tentativi e gli sforzi, non si è ottenuto il seguito desiderato, atto a degnamente sostituirci. Quindi si tratta di riprendere e rinverdire l’argomento con un’azione più incisiva ed efficace, al fine di suscitare nei ragazzi interesse, passione, volontà ed impegno nei confronti di questo importante fenomeno.
Quanti, infatti, oltre agli aspetti esteriori dei sacrifici e dei soprusi supportati e subiti da nostri espatriati per il loro inserimento nel tessuto sociale dei paesi raggiunti, conoscono il notevole valore e gli enormi meriti acquisiti da questo esodo di massa dall’Italia, che ha fortemente contribuito a sollevare le sorti della nostra economia, distrutta dagli eventi catastrofici delle guerre.
Prima con le rimesse in Patria dei loro sudati risparmi, che hanno consentito di comprarsi il terreno per costruirvi una casetta o per avviare delle attività agricole, commerciali, artigianali ed imprenditoriali al momento del loro rientro in Italia. Successivamente ed attualmente intessendo consistenti scambi commerciali con la madre patria, tramite l’acquisto di prodotti, utensili e macchinari nostrani.
Notevole rilievo e massima importanza meritano tutti quei nostri conterranei (e sono tanti) che, non solo hanno saputo integrarsi nei nuovi tessuti territoriali, ma anche sviluppare la loro intraprendenza, la loro capacità e d il loro ingegno per affermarsi nei vari settori sociali, economici e politico/amministrativi, guadagnandosi la stima e l’apprezzamento delle nuove nazioni e onorando, di conseguenza, la terra di origine.