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"Identità culturale, Religione e Famiglia nell'emigrazione trevigiano veneta"

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A nome dell'Associazione Trevisani nel mondo esprimo cordiale e doverosa riconoscenza al Presidente della Provincia e ai rispettivi Assessori a tal fine addetti, per aver corrisposto ad un auspicio che avevamo manifestato ai Vescovi italo brasiliani, di origine veneto-trevisana, incontrati in aprile del 2004 a Itaici (Brasile) in occasione dell'Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Brasiliana.
E' infatti un avvenimento inedito quello cui stiamo oggi partecipando grazie all'Amministrazione Provinciale e ai Carissimi Vescovi che hanno corrisposto all'invito. Dell'attuale storia dei discendenti dei nostri emigrati in Brasile se ne parla da tempo, determinante testimone è il presente prof. Ulderico Bernardi.
Noi stessi dell'Associazione "Trevisani" a più riprese li abbiamo visitati, in particolare a partire dal 1979 quando una Delegazione guidata da don CanutoToso ha fondato la prima Sezione a S. Paolo. Pure il Vescovo di Treviso Mons. Antonio Mistrorigo ha visitato le principali località degli Stati brasiliani, in particolare Rio Grande Do Sul, compresa Nova Treviso, scoprendo quella che amava definire la "Chiesa Tarvisina ad extra".Altrettanto fece in seguito il suo successore Mons. Magnani.

La ripresa delle visite in Brasile, con un crescendo di risultati associativi di nuove Sezioni, la si avrà in seguito con don Noè Tamai, esperto della cultura italo-brasiliana avendo fatto il missionario nello Stato di Esperito Santo, e il sottoscritto. Il nostro intento associativo mira a dare un nostro specifico contributo di collaborazione seconde le richieste e le attese socio-culturali degli italo-brasiliani. Anche secondo la richiesta fatta a suo tempo dal Vescovo Don Albano Cavalli Cortiletto ad una Tavola Rotonda tenuta a Ospedaletto di Istrana, terra dei suoi antenati, presente Mons. Magnani. La richiesta cioè di collaborazione fra le due Chiese di partenza e di arrivo affinché i discendenti conservino e attualizzino le tradizioni culturali e religiose ereditate dai loro antenati... nel contesto delle testimonianze che abbiamo ascoltato oggi. E non si limitino a conservare e trasmettere soltanto i Gruppi folcloristici con i canti tradizionali in talian.

La conferma della suddetta collaborazione ci viene anche dal fenomeno dell'"immigrazione"cosiddetta "di ritorno", nella Marca tarvisina, di migliaia di italo-brasiliani discendenti, di cui la maggioranza viene dalla Stato de Spirito Santo.

Li stiamo incontrando a più riprese mediante l'assistenza degli Uffici Diocesani Migrantes di Treviso e di Vittorio Veneto, e soprattutto con la concreta collaborazione di Gianni Ramaro, ex volontario del “Progetto Villaggio Treviso di Rio de Janeiro”. Ci stiamo accorgendo progressivamente che hanno bisogno di una adeguata assistenza affinché non venga meno la loro identità di origine, con i corrispondenti valori umani e cristiani che hanno ereditato dalle rispettive famiglie.

La richiesta di cittadinanza italiana dovrebbe quindi corrispondere all'orgoglio delle proprie origini e non esclusivamente finalizzata alla ricerca di una occupazione. Motivo per cui, sull'esempio dei loro antenati, dovrebbero sentire il bisogno di promuovere fra loro aggregazioni socio-culturali per condividere l'esperienza immigratoria di ritorno, mettendola a confronto con la cultura locale, mirando ad una integrazione attiva, salvaguardando cioè la propria identità di origine, comprensiva quella religiosa cristiana-cattolica.

La nostra Associazione è disponibile a corrispondere alle loro richieste in merito, facendo tuttavia a nostra volta una richiesta ai Vescovi presenti di una adeguata assistenza religiosa mediante sacerdoti italo brasiliani. Una S. Messa al mese non è sufficiente per soddisfare le loro attese, che invece vengono corrisposte dalle chiese evangeliche i cui incontri domenicali sono molto frequentati da non pochi cattolici.

Essendo poi la liturgia brasiliana ricca di segni e molto coinvolgente non è facile per loro frequentare le nostre SS. Messe, notevolmente differenti.

Concludendo speriamo che questo incontro non sia l'unico ma l'inizio di quella collaborazione fra le due Chiese e le due Patrie, di cui oggi in particolare abbiamo avvertito la necessità avvenire.

Tiziano Daltin


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