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Proposte ATM sull'EMIGRAZIONE

Proposta di inserimento nei libri di storia
 

Il problema è emerso nel seminario formativo per qua­dri dirigenti dell'ATM, tenuto a Laggio due anni fa, nel quale alcuni presidenti di sezione hanno manifestato il loro ri­sentimento per le difficoltà incontrate nel diffondere l'ar­gomento emigratorio nelle scuole del loro territorio, men­tre altri, pur dimostrando una certa soddisfazione per essere stati accolti benevolmente per portare le loro esperienze migratorie, hanno poi riscon­trato che le ricerche scolasti­che si sono limitate ad una in­dagine locale, concernente aspetti puramente marginali degli emigranti, quali: quanti, quando e dove sono espatriati, pur evidenziando il tutto con prospetti comparativi ed op­portuni grafici.

Però le circostanze storiche in cui si sono verificati questi avvenimenti, nonché le difficoltà dell'inserimento e gli sviluppi relativi ai sistemi di lavoro e di vita, oltre all'af­fermazione di questi nostri emigranti nei vari paesi rag­giunti, non sono stati appro­fonditi a sufficienza o neanche trattati.

Lo stesso risultato emerse al Convegno organizzato nel mese di ottobre 2007 presso la Sala Congressi di Cà dei Car­raresi, dal tema "Popoli in mo­vimento: scuola e migranti", condotto da un dirigente sco­lastico, con la partecipazione di illustri Relatori, che hanno tracciato le linee guida per una corretta e tranquilla aggrega­zione di etnie diverse, anche basandosi sulle esperienze dei nostri emigranti e con gli in­terventi di diversi docenti, che hanno portato le loro testimo­nianze di reciproca civile con­vivenza. Si è trattato tuttavia di episodi circoscritti a certe realtà locali, ma che non han­no sottolineato la necessità di conoscere profondamente la storia dell'emigrazione italia­na in tutti i suoi risvolti, sia positivi che negativi, per capi­re e magari risolvere l'attuale e gravoso problema dell'im­migrazione.

In ogni caso la riflessione conclusiva ha evidenziato il ruolo fondamentale della scuola per raggiungere i pre­detti obiettivi.

La scuola, dunque, diventa il principale veicolo di diffu­sione del fenomeno migrato­rio italiano.

Qui subentra la funzione più importante della guida di questo mezzo verso l'insegna­mento e la diffusione del pre­detto fenomeno della storia emigratoria italiana.

Allo scopo l'ATM, già da due anni a questa parte, avreb­be indicato la strada, seppur difficile e complicata ma non impossibile, soprattutto se si uniscono le forze, le pressioni e l'appoggio di persone in­fluenti.

Tale via porterebbe al rico­noscimento, da parte del Ministero della Pubblica istru­zione, dell'epopea emigratoria italiana con la conseguente aggiunta di un apposito capi­tolo nei testi di studio della scuola dell'obbligo.

Quanti infatti, oltre agli aspetti esteriori dei sacrifici e dei soprusi sopportati e subiti dai nostri espatriati per il loro inserimento nel tessuto sociale dei paesi raggiunti, conoscono il notevole valore e gli enormi meriti acquisiti da questo eso­do di massa dall'Italia, che ha fortemente contribuito a solle­vare le sorti della nostra eco­nomia, distrutta dagli eventi catastrofici delle guerre.

Prima con le rimesse in Patria dei loro sudati risparmi, che hanno consentito di com­prarsi il terreno per costruirvi una casetta o per avviare delle attività agricole, commerciali, artigianali ed imprenditoriali al momento del loro rientro in Italia. Successivamente ed attualmente intessendo consi­stenti scambi commerciali con la madre patria, tramite l'ac­quisto di prodotti, utensili e macchinari nostrani.

Notevole rilievo e massi­ma importanza meritano tutti quei nostri conterranei (e sono tanti) che, non solo hanno saputo integrarsi nei nuovi tes­suti territoriali, ma anche svi­luppare la loro intraprendenza, la loro capacità ed il loro inge­gno per affermarsi nei vari settori sociali, economici e politico/amministrativi, gua­dagnandosi la stima e l'ap­prezzamento delle nuove na­zioni ed onorando, di conse­guenza, la terra d'origine.

Giunge a proposito il film/documentario sull'emi­grazione veneta finanziato dal Dipartimento dei Flussi Mi­gratori della Regione Veneto e realizzato dalla Venice.Film di Padova, che ritengo ottima­mente congegnato per essere non solo proposto all'attenzio­ne delle associazioni emigra­torie, ma soprattutto adatto ad essere proiettato presso Enti ed Istituzioni pubbliche e nelle Scuole, per far conoscere que­sto nostro grande fenomeno emigratorio.

Tuttavia la pellicola do­vrebbe entrare nelle Scuole, non solo per gentile conces­sione dei vari Dirigenti Scolastici, bensì quale materia di studio riportata nei testi di storia come disciplina obbli­gatoria. Il documentario, per­tanto, dovrebbe costituire un prezioso e valido contributo per raggiungere questo scopo.

L.S.


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