Abbiamo cercato di trasmettere stimoli che partono dalla radice, approfondendo conoscenze che completano l'indole umana.
Ci rivolgiamo alle nuove generazioni, per affidare il testimone della continuità. Che rispondono con la spontaneità che è nel loro essere, con il tempo che possono trovare. Ma che ... ci sono.
Abbiamo esportato e aperto anche ai triveneti il grande patrimonio dei discendenti, che appartiene alla nostra regione, tanto quanto a tutta l'Italia. Aspetti che necessitano di essere manifestati, perché nei nostri cuori batta una fede importante: quella di una fratellanza e di una conoscenza nuova.
Lo abbiamo visto negli entusiasmi di massa sollevati incredibilmente nel nostro portarci fra i nostri conterranei all'estero.
Lo riscontriamo nei loro ritorni sia individuali che coinvolgenti come quelli delle rimpatriate e di altre occasioni di accoglienza, che toccano sempre sul vivo.
Questa è un'Associazione da guardare con gli occhi di coloro che si sentono realizzati, in un contesto che "si sente". Altrimenti si polverizza un valore massimo.
ESSERE ASSOCIAZIONE, VUOLDIRE...
Che viaggiamo sugli stessi binari, in un comune sentire, in un ambiente che si sente e che si ama.
Che chi vi aderisce deve farlo per convinzione, senza pregiudizi o barriere, con sincera disponibilità al bene. In pratica, nell'ottica della cooperazione di persone: quella del piacere di dare, senza ricevere se non soddisfazione di fare.
Le sezioni interne, esaltano il loro scopo di esistere, soprattutto quando come ex emigranti sanno fare da ponte e da riferimento reale con chi sta all'estero, ed emigrante lo è ancora. Diventano preziose quando riescono a fare tesoro delle esperienze, per darsi un'anima che punti ad aiutare chi ne ha bisogno. E non a schiacciarlo, perseguendo la logica ingenerosa che anch'egli era stato schiacciato.
Le sezioni esterne. La denominazione della nostra Associazione è Trevisani nel Mondo. Diciamo una cosa scontata? Non è così se aggiungiamo che il concetto espresso nella denominazione fa parte della realtà primaria e contingente del nostro essere associazione. Essa titola il nostro giornale ed è stampato nei nostri cuori. Prova ne sia che, ogni volta che ci portiamo presso di loro e si ripensa all'accoglienza ricevuta e ai discorsi fatti, si sazia il sentimento e ci si con vince dell'importanza di questo legame tra qui e lì, del nostro essere associazione a tutto mondo.
Associazione vuoi dire anche uno per tutti, tutti per uno: senza aspettare sempre la manna che cade dal cielo. Ma come aiuto vicendevole. Questi esistono, perché esistono quelli. E viceversa. Non è vero che tutto è dovuto, che tutto è scontato.
Associazione vuoi dire anche capacità di superamento, comprensione nel dove non ci si arriva. E se qualche volta sgorgasse anche quella piccola grande parola "Grazie": ben venga, c'è bisogno anche di questo, come della rugiada che disseta l'arsura dell'indifferenza.
E non possiamo che, noi stessi, cominciare a ringraziare voi, che riuscite a ricompattarvi con bello slancio, come lo dimostra la vostra presenza qui oggi. E ad incoraggiarvi e tenere duro.
Perché l'Associazione è un bene comune che va tenuto stretto. Perché? Per ché dobbiamo evitare di guardare a noi stessi come se fossimo al centro dell'universo e pensare al futuro in maniera unitaria. Altrimenti gli sconfitti siamo tutti e a risentirne sarà soprattutto questo bene tanto prezioso quanto delicato che è l'Atm. Perché angoscia il solo interrogativo di cosa sarebbe senza di essa. Perché, malgrado le umane difficoltà: ci aggrega, ci è ponte con il mondo, ci rende a-mici e anche fortemente solidali, come nell'aderire ai bisogni altrui.
I soci scontenti? Si diano da fare, anziché lagnarsi sempre e basta. C'è bisogno di soci entusiasti, esuberanti, costruttivi, generosi, c'è bisogno del sorriso franco che rinfranca e incoraggia; c'è bisogno dell'osservazione e dell'incitazione serena che esprime amicizia; c'è bisogno di comprensione nelle umane imperfezioni che inevitabilmente si annidano in ognuno di noi; c'è bisogno del mattone edificante di quei fatti che fortunatamente ci sono e che tutti quelli che li vogliono vedere li vedono; c'è bisogno di atteggiamenti aperti e amichevoli che ridanno corda e non minano l'anima delle persone e dell'associazione nella loro più delicata e intima essenza; c'è bisogno di mani tese e non diversamente.
Bandiere inchinate per coloro che non ci sono più e che hanno scavato il solco del nostro essere,
un "grazie" ai presidenti quali pilastri fondamentali e a tutti voi per essere stati stimolo fraterno e linfa preziosa.
Questo sì, che è Associazione! Che è fondamentale!
Grazie di tutto. E avanti a dritta.