Trovarsi a Laggio
E’ un appuntamento ormai entrato nella consuetudine che, Convegno conclusivo o no, è sempre partecipato con entusiasmo. Anche se, continuiamo a dirlo, non è sufficientemente recepito dalle sezioni, basti pensare che a rappresentarle sono state venti rispetto alle 72 esistenti. Ma consoliamoci ribadendo il concetto che la qualità va sempre a scapito della quantità.
Luogo di incontro sempre gli ospitali spazi della "Casa di Soggiorno Alpino. Famiglie Rurali", nel cuore del Centro Cadere e dagli orizzonti sublimi sempre in agguato, capaci come stavolta di riservare sorprese come quella di una bella innevata, benché per niente duratura.
È stata una probante occasione di crescita e verifica, che ha favorito la reciproca conoscenza. Perché non ci si conosce mai abbastanza. E, per capirsi, bisogna conoscersi. I toni dell'incontro hanno riproposto la riscoperta dello spirito associativo, che per essere reso mattone edificante ha bisogno di unitarietà e coerenza di intese. Senza malintesi e sempre rapportabili agli ambiti possibili e con i piedi per terra dei fatti realizzabili e realizzati. E pur evidenti. Che vanno ben al di là delle parole. Ciò per non cadere in frustrazioni per niente confacenti.
Attorno a questi postulati importanti si è prodotto un laboratorio di idee che ha indicato linee di viabilità ed è stato dato fondo alla necessità di coinvolgere non solo le nuove generazioni che ormai sembra un ritornello di sempre, ma TUTTI quanti di possibile, in disponibilità, competenza, ecc. Come da perenne auspicio e già dimostrato. In questo senso sono una decina le brave persone che hanno fatto un passo avanti, talvolta anche importante. Grazie! Ma non bastano.
E, quando sono in assemblea, potrebbero anche dirlo e spiegare di essere stati coinvolti quando hanno potuto essere disponibili e con "servizi" anche importanti: ciò, affinché il loro esempio possa essere seguito.
È emerso anche il problema della comunicazione. Viene il sospetto che non si legga tutto o affatto, perché a questo scopo c'è tutto un giornale che scrive di avvenimenti importanti e non, oltre che di informazioni utili, un programma annuale che delinea per quasi tutte le attività, eventuali circolari integrative, riunioni di Consiglio talvolta congiunte ai presidenti di sezione. Tuttavia, è sicuramente da parlare di un contesto propositivo perché mette in grado anche di fornire queste puntualizza-zioni.
Nel novero degli argomenti, ben sviluppati da don Canuto Toso, Tiziano Daltin e "verbalizzati" da Loretta Rizzato (il sottoscritto ha potuto essere presente solo per metà lavori) è stato affrontato anche il senso della promozione integrale dell'uomo in emigrazione, direzione verso cui l'Atm deve dare la priorità dei propri sforzi in quanto è da qui che nasce il suo scopo di esistere. Infatti, è altresì auspicabile che la nostra potenzialità operativa venga ancor più rivolta ai problemi legati ai conterranei all'estero, che guardano a noi come al faro che illumina (... "impissa na candea..."), al riferimento dalle tante aspettative e al cuore con cui condividere le mille pulsioni.
È stata risaltata anche l'importanza e la qualità del nostro organo di informazione, riscontrato di come tante attività delle sezioni, sia interne che esterne, siano di buona qualità e facciano sintesi umana e sociale del fenomeno e fanno rivivere il calore dell'italianità e della paesanità.
Molti altri i quesiti di stretta attinenza che sono stati affrontati. Con un riscontro fondamentale, quello di tenere alta la testa con una punta di fierezza. Perché c'è motivo per farlo. Ce lo riconoscono persino (per non dire "soprattutto") le associazioni consorelle.
C'è solo bisogno di un po' di più entusiasmo e di più fiducia tra simili: ciò, per essere davvero trainanti.
R.M.