Mai così tanti (e contenti) in Cansiglio
Nelle amene alture del Cansiglio, presidio di spianate che coniugano i monti al ciclo, per fondersi in una mondialità di amicizia e fratellanza, il popolo trevigiano in emigrazione ha fatto quadrato attorno alla Trevisani nel Mondo, celebrando così anche il 35° di fondazione attraverso i riti di una memoria che è fenomeno storico, incarnato nella Marca Trevigiana e per riaffermare la fierezza delle comuni origini di appartenenza. Una manifestazione di grande atmosfera e respiro che ha portato all'invasione di alcune migliaia di persone che si sono ritrovate in un triangolo congeniale e suggestivo che abbraccia tre province confinanti e accomunate dagli stessi destini di emigrazione: Treviso, Belluno e Pordenone.
Probabilmente mai così tante e altrettanto dicasi per le autorità convenute, una cinquantina i sindaci con il Consigliere Regionale Zabotti, oltre alla parlamentare on. Simonetta Rubinato la quale, con il sindaco Giancarlo Gentilini, figura tra i più "fedeli" a questo appuntamento. Questo in sintesi l'indirizzo di benvenuto di Riccardo Masini che ha anche ringraziato per la considerazione così congruamente dimostrata nei confronti dell’'Associazione e del popolo che essa rappresenta. Analogo pronunciamento è venuto anche dal Presidente Giuseppe Zanini che ha avuto un pensiero anche per il problema ormai evidente, derivato anche dalla nuova emigrazione e dicendo di avvertire il calore di una grande accoglienza.
L'avvio di giornata ha visto la sfilata di un variegato corteo multicolore: dalla Banda Musicale Canoviana e majorettes di Possagno e dal Gruppo Folkloristico Trevigiano, che hanno preceduto il garrire di tante bandiere e il pullulante formicolio di una moltitudine di gente.
Quindi, a scandire l'evento, la Messa concelebrata nell’'apposito rialzo di Sant'Osvaldo a ridosso della chiesetta, da Il saluto dell'Assessore Oscar De Bona, mons. Corrado Pizziolo, Vescovo di Vittorio Veneto assieme a don Canuto Toso fondatore dell'Atm, don Noè Tamai consulente provinciale, mons. Gino Di Ciocco canonico di S. Maria Maggiore che con mons. Emilio Silvestrini e don Marcantonio Tulli venivano da Roma, e magistralmente accompagnata dal cantante Renzo Rostirolla, con alla tastiera il maestro Giovanni Campello e il gruppo "Gli Ottoni" di Castelfranco Veneto. Il presule, all'omelia, ha riconosciuto alla Trevisani di avere in questi anni lavorato sodo per il rispetto e la promozione integrale della persona, deposita-ria di radici valoriali da non perdere, sempre positivi soprattutto predisposti ai fini cristiani di "testimoniare una accoglienza cordiale con le persone che arrivano da lontano".
Lo abbiamo avvicinato a margine, nella cordialità conviviale del pranzo collettivo, per avere una sua ulteriore impressione circa questa sua prima esperienza del genere. "Molto positiva, per la vitalità di questa manifestazione e per il numero così alto di gente, soprattutto mi ha colpito la pienezza di così tanto entusiasmo. Credo proprio che l'esperienza di questa associazione, unitamente a quella dell'emigrazione, aiuti a riunire nel modo più bello e positivo e costituisca motivazione di valore per una importante attività come la vostra".
Nel suo indirizzo di saluto il presidente della provincia Leonardo Muraro (che ha parlato anche a nome della pur "presentissima" Assessore Barbara Trentin, attivamente preposta all'emigrazione) si è rivolto alla "Trevisani" indicandola come motivo di attenzione prioritaria verso il fenomeno, che, oggigiorno, rappresenta un "punto di riferimento consolidato ed eccellente".
A sorpresa, ma preceduto da un significativo messaggio-stampa, giunge anche il neo ministro Luca Zaia che qualifica ulteriormente il baget di rappresentanza e che ha continuato la tradizione di vicinanza con l'Atm risalente alla presidenza in Provincia. Di soddisfazione il suo intervento per il colpo d'occhio di cotanta partecipazione, esprimendo "ammirazione per la passione e la tenacia portata dai nostri in giro per il mondo" e indugiando su qualche spunto di riferimento collegato ad alcuni aspetti dell'immigrazione.
Loquace, entusiasta e molto a suo agio l'Assessore Regionale Oscar De Bona, si è così rivolto alla platea: "Da quando mi occupo di emigranti, non ho mai visto una partecipazione così numerosa e intensa, di persone e sindaci: una dimostrazione corale che vuoi dire quanto siamo con voi e quanto vi prestiamo ascolto...". Parlandone a parte, ci ha così completato il concetto: "Qui ci sono migliaia di trevigiani che rappresentano per noi generazioni di impegno e di buon lavoro, promulgato dalla nostra cultura e dalle nostre tradizioni e soprattutto migliaia di sacrifici e di drammi, che però costruirono la Marca Trevigiana e il Veneto. L'emozione che ho provato oggi, anche in sfilata con la gente che applaudiva, è stata unica. Sono emozioni che provo solo dove ci sono valori veri e genuini. Come nelle adunate degli Alpini. Eppoi, non dimentichiamo di quanto la nostra gente sia sempre stata, e lo sia tutt'ora, un'ancora di salvezza per la nostra economia ed è bene sapere anche che comperano prodotti Veneti perché Veneti e non sempre perché siano i migliori...".
La mattinata si è conclusa con il sorvolo di saluto di aerei d'epoca. A questo punto molti si sono ricordati che nella prolusione iniziale di "benvenuto" era stata piacevolmente segnalata la presenza per la prima volta del 51° Stormo di Istrana, rappresentato dal col. Angelo Gurrado, con l'aggiunta di questo auspicio: "Che sia questo il preludio per l'ambita presenza tra noi delle Frecce Tricolori il prossimo anno?".
Il pomeriggio è stato appannaggio delle esibizioni del Gruppo Folkloristico e del cantante Renzo Rostirolla che hanno calamitato attorno a sé le restanti scintille di allegria e voglia di cantare. Accompagnati dagli scroscianti applausi di una giornata indimenticabile e finita veramente in gloria.
R.M.