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26 Luglio 2009 - 17° raduno in Cansiglio

A TU PER TU CON GENTE DAL MONDO

Una marea di volti. E dietro ad ognuno, una grande storia di umanità e di lavoro. Con tante emozioni e affinità comuni: come l’origine e il fatto di essere fieri testimoni di Treviso e d’Italia nel Mondo. Pulsioni intense spartite nella gioia di una giornata: quella del raduno internazionale nel Cansiglio. Nella suggestione di un incomparabile anfiteatro naturale, con il brulicare di tanta gente, nel brio di vessilli al vento mossi anche dalle coinvolgenti folate di canti e musica. In questa atmosfera di palpabile coinvolgimento, abbiamo azzardato anche il tu per tu di tante piccole grandi impressioni. Potendone sentire solo in parte E scusandoci con gli altri

Agostina e Guido Arnmellin vengono da Toronto “. Da 53 anni vivo fuori non c’è nulla di più bello di trovarsi nella meravigliosa piana del Cansiglio. E’ un giorno all’anno in cui fratellanza e festa comune come questa vanno goduti fino in fondo, anche perché non esistono paragoni di questo tipo al mondo “. La loro base di appoggio qui é a Castelroganzuolo, da un fratello che produce vino, anche il famoso Piccolit.  Daniele Bisnello dal Venezuala. “ Sono nato in questa controversa ma bella nazione del Centro America, dove si potrebbe anche star meglio. In Cansiglio mi trovo sempre bene, grande atmosfera e tante amicizie. Vedo tanta gente che viene da tanti i paesi e si sente unita”. Sempre fedele la scoppiettante colonia degli “svizzeri”. trainati da Bruno Ronco e Benito Magro.- Da cosa dipende questa vostra.fedeltà ? –“ Dal fatto che attraverso i tanti anni in cui veniamo, ci affezioniamo sempre più. E’ una tradizione unica nel suo genere, che bisogna tenere stretta e mantenere. E’ questo il motivo per cui non siamo mai mancati a questo appuntamento”. Gianni De Bortoli, è “australiano” dei dintorni di Camberra, un “ patito” dell’Atm e del paese di origine: Motta.  “Non c’è nessuno più felice di me di poter essere tra voi, in questo contesto speciale. E’ un miracolo mettere in piedi tutte questa cose e unire tutta questa gente. Mi congratulo con chi mi sta intervistando”. Valentino Tempesta viene dal Lussemburgo: “E’ magnifico, non si può mancare a feste di questo tipo, qui non ci sono solo persone ma tante altre cose che ti fanno sentir bene nello stare assieme. “ I “ veterani” Bertilla e Virgilio Miotto, lui è originario di Castagnole e da 56 anni si trovano in Normandia “ E’ un grande richiamo questo, l’Italia e il nostro Veneto non si possono dimenticare. Qui si sta bene. Si ritrova la vita, la nostra gioventù. “. Un altro, di cui non riusciamo a recuperare il nome, ci dice al volo: “ Sappiate solo che qui si risorge, peccato che duri solo un giorno” Ed ecco un gruppo di brasiliani (del Santa Caterina) con sventolio di bandiere e frizzante allegria come nel loro stile. “ Siamo venuti qua per la fama di questo avvenimento, ci troviamo da questi parti perché siamo venuti a visitare la terra dei padri. Ci troviamo a meraviglia. E’ un nostro grande sogno che si è realizzato “Ed ecco un volto a noi molto noto: è quello di Piero Bernardi, originario di Fonte, e insediato a Santa Barbara negli Stati Uniti. Altre volte era venuto con papà Marcello, ora scomparso, già fondatore della sezione Atm di Santa Barbara in Usa, dove gestisce un avviato ristorante (Pan e Vin”) E’ un affezionato: “ E’ da tanti anni che mi trovo all’estero e non mi manca la scorza dell’esperienza. Ma per me questa è una occasione genuina e sentita, che mi fa tornare alle emozioni della realtà più pura”. Altrettanto

“ americana” lo è la famigliola, contesa da Tv e giornali, in quanto con le graziosissime figliolette Gina e Mary che costituivano emblematiche presenze. Rispettivamente di 11 d 13 anni, erano giunte con i genitori Roberto e Dyana da San Francisco, dove molti anni prima (provenienti da Paderno del Grappa) approdarono i nonni Marcello e Lietta. Per le ragazzine è stata la prima volta nella terra dei padri e in Italia e sono state le più giovani “ travisane nel mondo” presenti. “ E’ stata una gran bella festa- ha detto per loro papà Roberto – e ho sentito pronunciare parole altrettanto belle e che mi sono rimaste impresse. Mai vista una cosa del genere. E’ stata una esperienza unica. “ Viene chiesto a Gina (che nella Messa aveva recitato la preghiera in inglese “ per i suoi nonni, nati qui”): - Torneresti in Italia ? – “ Yes “, risponde di botto, con un smagliante sorriso. 

Riccardo Masini 

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