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Termini Longobardi e Franchi

TERMINI LONGOBARDI E FRANCHI NELLE NOSTRE PARLATE

Dopo i Goti (489/555), dominarono in Italia i Longobardi (568/774). Come le altre popolazioni nomadi cosiddette barbariche che avevano invaso quello che era stato l’Impero Romano, erano entrati in Italia dalle Alpi Giulie, attraverso la cosiddetta “porta del Friuli”, muovendosi con donne, vecchi, bambini e servi, razziando e distruggendo ovunque passavano. Le grandi strade costruite dai Romani e non più presidiate offrivano un facile accesso. In questo caso si trattava della la via Postumia, che collegava Aquileia con la Liguria, passando per i centri dei Veneti come Oderzo, Padova e Vicenza. Nel passare attraverso la Marca Trevigiana ha dato il nome a una località: Postioma, che attualmente è una delle frazioni di Paese.

I Longobardi dominarono buona parte dell’Italia e per oltre duecento anni: questo spiega la presenza dei numerosi termini di origine longobarda presenti in italiano e nei dialetti.

“Lo Stato longobardo […] era uno Stato militare, ma l’organizzazione militare si basava su una serie di aggruppamenti familiari o fare…” (C. Tagliavini , Le origini delle lingue neolatine, BO, 1964). Il nome di Fara o Farra è rimasto per varie località dell’Italia settentrionale; tra quelle della Marca Trevigiana, ricordiamo Farra di Soligo (Treviso), Farra (località di Paderno del Grappa). Inoltre: Farra d’Alpago (Belluno) e Farra Vicentina.

 Dal longobardo braida “pianura” si ha, ad esempio, Breda di Piave.

Altri toponimi presumibilmente di origine longobarda sono “Val della Gaida, che ricorre nel territorio di Cison di Valmarino e in quello di Ceneda, frazione di Vittorio Veneto.” (L. Melchiori, La Valcavasia, p133); inoltre Val de’a Ghèda a Possagno. Il termine deriva da gaida, punta, cima, punta di freccia.  

Longobardi sono i tanti toponimi di area veneta derivati da warda “luogo di osservazione o di vedetta”: per esempio le varie località chiamate Guarda nel Vittoriese, Guarda di Montebelluna, Vardanega ( colmello e cognome a Possagno). Da warda anche il dialettale vardàr e l’italiano ‘guardare’. 

Anche Guizza nel Solighese, come La Guizza presso Levico e Guizza alle porte di Padova, ha la sua brava origine longobarda, da *wizza . Come nome comune, il termine sopravvive stentatamente nel Cadore e nello Zoldano: vizha con il significato di “bosco, bosco demaniale”.

Anche nei nomi, cognomi e soprannomi troviamo l’eredità longobarda. Si vedano, ad esempio, i tanti derivati da berht “splendente”: Alberto Adalberto, Gilberto, Roberto, Umberto…;Alberti, Albertini, Alberton; Berti, Bertoni, Bertani, Berton e…continuate voi.

Da bald “audace, coraggioso”, si hanno: Baldo, Baldini, Baldin ecc.

Ma ricordiamo due termini tipicamente dialettali di derivazione longobarda: fiap/fiapo e rùspego/rùspio.

Fiap/fiapo ha origine da*flap “flaccido, moscio” ed è presente in molti dialetti dell’Alta Italia. Per la vicinanza dei suoni, la si può anche sentir pronunciare Zhiap/zhiapo o addirittura siap/siapo. Può essere fiapa la pelle, ma anche un frutto (pom/pomo fiap/-o),  o l’acqua (aqua fiapa) o il vino (vin fiap/-o). Da fiap/fiapo, si ha infiapìr: sto vin èl se à infiapì.

Può anche capitare di avere  la boca fiapa o ‘e ganbe fiape, come ci spiega questo assioma elaborato dai nostri vecchi: a maridarse dovane se perde la vertù, se fa ‘e ganbe fiape ( variante: séche) e ‘e calzhe no’ sta pì su.

 Rùspego/rùspio deriva da ruspi “ruvido, grezzo” e tale significato ha conservato nei nostri dialetti. Il Pianca nel suo “Dizionario del dialetto trevigiano di Sinistra Piave ci riporta questi esempi: lén rùspego, pèl rùspega= legno ruvido, pelle ruvida ; l’è un rùspego=è un burbero.

Sono di origine longobarda anche bala e il corrispondente italiano ‘palla’, banca con il corrispondente it. ‘panca’; inoltre gastaldo, spia, balcone e palco, presenti sia in italiano che nei dialetti, oppure quei termini dell’italiano antico, come ‘brando’ (spada), ‘scranno’ (sedia)…  

Come si ricorderà, al dominio dei Longobardi in Italia pose la parola fine Carlo Magno, il re dei Franchi incoronato dal papa Imperatore del Sacro Romano Impero nella notte di Natale dell’800. La dominazione franca in Italia durò dal 774 all’888.

“Franco” nella lingua dei Franchi significa “uomo libero” e significato simile si è conservato in italiano: uomo franco, carattere franco, ecc. Nei nostri dialetti, troviamo le espressioni: franco de léngua, franco de man. Troviamo anche franco inté ‘l magnàr, o semplicemente franco, nel significato de un che  l’ é de boca bona, che ‘l magna de tut e de gusto. 

Di origine franca o francona è il veneto còtola “gonna” e l’it. ‘cotta’.

Chi porta o meglio portava ‘e còto’e? ‘E fémane e i preti, ma anche  i maschietti almeno fino a quattro o cinque anni: così, senza mutande o pannolini e con un vestitino lungo fino ai piedi, potevano fare senza tante cerimonie i loro bisogni nel posto in cui si trovavano.

La còtola era comunque l’indumento che identificava soprattutto la donna  e un tempo, specie nelle campagne, era sempre abbinata alla travèrsa o travèssa, mentre l‘uomo portava ‘e braghe o braghésse, ma c’erano delle mogli che riuscivano a métarghe ‘e còtoe al om, al marìo. E c’erano uomini che i ière sénpre petài ae còtoe de’a fémena (gnanca a pissàr no i va sénzha fémena, èl diséa qualchedùn!).

 Dai miei ricordi giovanili affiora una frase che  sentivo dire dalle donne per indicare uno stato di disagio o di difficoltà: a me paréa de èr (avèr) ‘e còtoe su’a tèsta.

Da còta o còtola si ha cotarol o cotariòl, che indica il “chierichetto” , quello che a Venezia e nel Veneziano è (o era?) èl zaghéto (dal greco diàconos, da cui anche il cognome Zago).

Con questo sarebbe finita la nostra chiacchierata mensile, senonché mi è arrivata qualche giorno fa una e-mail dalla Svizzera in cui la signora Clara Altieri, originaria di Montebelluna, mi fa un lungo elogio della traversa dea nona e conclude il suo scritto con queste parole. “Passarà ancora tant temp prima che qualchedun el trove qualcossa che el posse ciapar el posto de quea traversa che avea tante diverse funsion!!!
Daniele Cunial


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